A cosa serve donare il midollo osseo



II trapianto di midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche che esso contiene, rende possibile la guarigione di gravi malattie: leucemie, talassemia, errori congeniti (immunodeficienze, disordini congeniti) e, più recentemente, anche di alcune tipologie di tumori solidi.
La compatibilità tra paziente e donatore si verifica una volta su quattro nell'ambito familiare (fratelli e sorelle), ma diventa molto rara - circa 1 su 100.000 - tra individui non consanguinei.



Cos'è il midollo osseo utilizzato per il trapianto?



Non bisogna confondere il midollo osseo con il midollo spinale. Il midollo osseo è un tessuto costituito da "cellule staminali emopoietiche" capaci di riprodurre le cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Questo tessuto che è situato all'interno delle ossa piatte, grazie alle "cellule staminali emopoietiche", si rinnova continuamente.


In che cosa consiste il trapianto di midollo osseo?



Il trapianto di midollo osseo consiste nella sostituzione del midollo osseo malato con "cellule staminali emopoietiche" sane in grado di rigenerare tutte le cellule del sangue.
Esso si svolge in due fasi:
- distruzione delle cellule midollari del paziente con farmaci e/o radiazioni;
- infusione, come una normale trasfusione, delle cellule staminali emopoietiche prelevate al donatore.
Le cellule trasfuse vanno ad occupare la sede ossea di loro competenza ed iniziano a produrre gli elementi del sangue del tutto uguali a quelli del donatore.



Chi può candidarsi come donatore di midollo osseo?



Qualunque individuo di età compresa tra i 18 ed i 35 anni e che abbia un peso corporeo superiore ai 50 Kg può essere un donatore di "cellule staminali emopoietiche", purché non sia affetto da malattie ai principali organi o da forme infettive da virus HIV, HBsAg, HCV, ecc.
La disponibilità del donatore resta valida sino al raggiungimento dei 55 anni.



Cosa succede al donatore che risulta compatibile con un paziente?



Il prelievo delle cellule staminali emopoietiche può avvenire secondo due diverse modalità.
La scelta dipende, da un lato, dalla necessità del paziente e, dall'altro, dalla disponibilità del donatore.

La prima modalità di donazione è quella più "antica", consistente cioè nel prelievo di midollo osseo dalle creste iliache posteriori. Il prelievo avviene nel più vicino centro autorizzato, in anestesia generale o epidurale, con un intervento della durata media di circa 45 minuti.
La procedura prevede dei rischi minimi legati all'anestesia ed alla modalità di raccolta. La quantità di sangue midollare che viene prelevata varia in funzione del peso del ricevente (0,7-1 litro) e viene prelevata mediante punture delle ossa del bacino.
Dopo il prelievo, il donatore è tenuto normalmente sotto controllo per 48 ore prima di essere dimesso e si consiglia comunque un periodo di riposo precauzionale di 4-5 giorni. Il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni. Al donatore permane usualmente un solo lieve dolore, nella zona del prelievo, destinato a sparire in pochi giorni.

La seconda modalità consiste nella donazione mediante separatori cellulari: il sangue, prelevato da un braccio, attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto del sangue viene reinfuso dal braccio opposto. Questa modalità di donazione prevede la somministrazione di un farmaco nei 3-4 giorni prima della donazione. Il farmaco è un "fattore di crescita" che ha la proprietà di rendere più rapida la crescita delle cellule staminali e di facilitarne il passaggio dalle ossa al sangue periferico; esso viene somministrato mediante iniezioni sottocutanee.
I disturbi che più comunemente si possono avvertire sono: febbricola, cefalea, dolori ossei causati dalla stimolazione nel midollo osseo, senso di affaticamento; tali disturbi scompaiono rapidamente alla sospensione del trattamento farmacologico.
Nel mondo diverse migliaia di donatori si sono già sottoposti a tale modalità di donazione e per l'assunzione del farmaco non si registrano, casi, di problematiche che non abbiano potuto essere risolte, anche se si preferisce tenere sotto controllo per qualche tempo il donatore, per evitare qualunque possibile, ed al momento ignota, conseguenza.
Ovviamente non possono sottoporsi a questa modalità di donazione coloro che hanno un accesso venoso difficoltoso e restano valide le controindicazioni alla donazione già esistenti per la donazione effettuata con la prima modalità.



Come si diventa donatori di midollo osseo?



Per diventare potenziali donatori di midollo osseo è necessario sottoporsi ad un normale prelievo di sangue, anche non a digiuno. Non occorre impegnativa medica, ma è necessario presentarsi presso il laboratorio che effettua il prelievo con il codice fiscale o con il libretto sanitario. In seguito ad un colloquio informativo e dopo aver firmato il consenso informato e l'adesione al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR), i risultati della tipizzazione HLA (dati genetici indispensabili al trapianto) vengono inseriti in un archivio informatico e trasferiti attraverso il registro regionale, al registro nazionale che è a sua volta collegato con altri 58 registri internazionali, nell'assoluto rispetto della riservatezza. Il donatore, se lo desidera, può anche iscriversi, del tutto gratuitamente, all'Associazione Donatori Midollo Osseo (ADMO).
In caso di riscontro di un primo livello di compatibilità con un paziente in lista d'attesa per un trapianto, il donatore è richiamato per ulteriori prelievi di sangue necessari per indagini genetiche più approfondite (secondo e terzo livello).
L'adesione iniziale firmata all'atto del primo prelievo ha solo valore morale e fino all'ultimo momento il potenziale donatore può ritirare il suo consenso (è facile, tuttavia, immaginare le conseguenze di un tale gesto per il paziente in attesa). Tutto ciò rende chiaro che il potenziale donatore di midollo osseo è un donatore atipico: diventa tale soltanto nel caso di compatibilità con un paziente. Non si sa quando. Non si sa per chi. La sua disponibilità, gratuita ed anonima, non ha limiti geografici. Egli, infatti, entra a far parte dell'insieme dei potenziali donatori di tutto il mondo.

II donatore di midollo osseo è uno dei pochi donatori che, una volta chiamato a rispondere della propria disponibilità, ha la consapevolezza di poter contribuire al tentativo di salvare una vita di un individuo preciso, spesso quella di un bambino.


La tutela del donatore



II Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR) è stato riconosciuto con la legge n. 52 del 2001. La legge prevede permessi retribuiti per l'espletamento di tutti gli esami concernenti la donazione e tutela la figura del donatore in tutti i suoi aspetti.


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